………Al ritorno La mia partenza per l’Africa,non è stata una scelta maturata, cercata, ma voluta da qualcuno con tantissime insistenze, tanto che il 17 gennaio mi sono trovata su di un aereo con destinazione Costa d’Avorio, Mission Catholique di Bonoua.
L’Africa mi ha accolto con il buio ed ha nascosto con questo rumori, profumi, odori e sopratutto i colori, che sono esplosi al mattino al mio risveglio, facendomi provare tantissime emozioni, di gioia, di paura, di impotenza, di tensione, di solitudine, di amicizia, tanto da farmi sentire su di un altro pianeta: ”Forse ero arrivata”.
Ed ho trovato un’Africa e gente d’Africa senza casa e senza scarpe, ma non per questo meno ospitale, pronta a darti quel po’ di se, con canti e balli, e farti sentire “speciale” senza niente di materiale.
Nel visitare i villaggi si incontrano bambini, moltitudini di bambini, con i loro occhi grandi pieni di vita e curiosità, che ti donano i loro sorrisi, le loro ricchezze.
Ed anche nella sofferenza, in luoghi come gli ospedali e gli orfanotrofi, sì, anche li trovi gente sorridente, e a tutti questi sorrisi rischi di abituarti e di perdere il senso dei loro veri bisogni, che rispetto al farti sentire a proprio agio, accolta ed ospitata, passano in secondo piano.
Ecco, questi bisogni non sono nascosti e celati agli occhi di Père Pascal, che con il suo continuo costruire e far funzionare le strutture di accoglienza, cercando di farle gestire direttamente alla gente con la gente e per la gente, sta dando loro la consapevolezza che è possibile farcela.
Camminando insieme è stato bello vedere il rispetto che la comunità ha per Lui, che Lui fa parte di quella comunità, che tutti lo cercano per una parola, e questa c’è per tutti, senza false illusioni, e credo che il suo motto sia “sempre avanti a piccoli passi”.
Grazie di avermi portato a Bonoua. Diddi
18/01/2008