E’ una settimana che io e don Antonio, direttore del Centro Giovanile del Mugello, siamo tornati da una breve ma intensa esperienza africana.
Grazie all’Assomis Associazione Missionaria Onlus di Borgo S. Lorenzo, accompagnati dal presidente Luca Margheri, Maria Chiara, Margherita e Costanza, tre infermiere neolaureate, ci siamo recati in Costa d’Avorio, terra di missione di Don Poggiali.

Per tutti, escluso il presidente, è stata la prima volta visitare il territorio dove il nostro missionario svolge il suo compito ormai dal lontano 1981.
Abbiamo potuto constatare personalmente cosa, collaborando con l’Associazione, è riuscito a realizzare in questi anni.

Al nostro arrivo, siamo stati alloggiati al “Villaggio dell’Accoglienza don Orione” centro molto carino, dove tutti i giorni i responsabili del “Progetto Ippocrate” fanno partire un fuoristrada con infermiere a bordo, per recarsi nei villaggi della foresta a portare medicinali, compiere medicazioni, vaccini, controlli e tutto quello che necessitano.
Il “Villaggio dell’Accoglienza” si trova adiacente al ben più grande complesso ospedaliero don Orione, nel quale si trovano reparti oculistici, ortopedici, reparto protesi, centro di riabilitazione con annessa piscina adeguatamente attrezzata, ostetricia e laboratori analisi.

L’afflusso dei pazienti è grande, purtroppo tanti bambini.
Nel vedere questi piccoli, con le loro madri, essere curati e accuditi in luogo sicuro e adeguato, rendono meno pesanti e più volenterosi gli sforzi, di volontariato, che vengono fatti da anni per questo scopo.
L’ Associazione però non si è limitata a questo, ci sono in ponte altri ben importanti progetti, tra questi un ospedale a Korhogo, cittadina al nord della Costa d’Avorio che dopo avventuroso viaggio, siamo riusciti a visitare. I lavori vanno avanti in modo veloce, anche perché durante la nostra visita, Luca ha parlato con l’impresario e gli ha dato delle date di scadenza da rispettare. La previsione di apertura, perlomeno del reparto maternità, è prevista per la fine del 2018.

Grazie ai volontari e alle generosità, i progetti vanno anche oltre confine, in Togo e Burchina Faso, e sempre in aiuto ai più deboli: donne e bambini. Si donne e bambini, perché qui vige ancora la legge del più forte, il piccolo soccombe sul grande, la donna sull’uomo. In questi giorni ho visto lavorare tantissime donne, facendo i lavori più impensabili con bambini sulle spalle o ai loro piedi e molti uomini a “riposarsi” all’ombra. Di tutto questo non voglio nemmeno commentare, perché spero che tutti si guardi nella stessa direzione.

Dopo dieci giorni, carichi di un bagaglio informativo e umano non indifferente, a malincuore, io e don Antonio, abbiamo dovuto fare rientro a casa lasciando Margherita, Maria Chiara e Costanza, fino al 7 febbraio, ad aiutare queste persone, andando nei villaggi con il “Progetto Ippocrate”.

E’ stata un’esperienza unica, dove sensazioni, percezioni, emozioni si sono rincorse per questi dieci giorni , mi hanno fatto allargare il cuore e riflettere sulla nostra vita quotidiana. Non sono bravo a mettere su carta le emozioni che ho provato, che sono state tante, ma di questo ne sono particolarmente felice perché posso dire di portare solo con me , la mia Africa.
Auguro, con tutto il cuore, a chiunque di poter fare questa esperienza unica.
GRAZIE all’Assomis di averci potuto dare questa possibilità.
Aurelio Appariti

01/02/2018