Solidarietà sociale ed adozioni a distanza in Africa

Testimonianza di Ignazio Rigolin

DIARIO DI UN VOLONTARIO IN COSTA D'AVORIO

( 04 aprile - 01 maggio 2017)

 

A tre settimane dal mio rientro come infermiere volontario in Africa, ancora preso da ricordi che riempiono la mia mente e che spesso mi riportano ai momenti vissuti così intensamente, ho voluto ripercorrere e condividere con chi mi legge le varie fasi di questa positiva esperienza di vita.

 

Premetto che è stato tramite l'Associazione Solidarietà Missionaria che ho potuto trascorrere questo meraviglioso mese, non posso non nominare il presidente dell'Associazione dr. Luca Margheri che con la sua verve toscana , pur non avendolo prima conosciuto, e senza averlo peraltro mai incontrato,  mi ha da subito fatto credere nella fattibilità di quanto fino a poco prima era un sogno.     

 

I giorni che hanno preceduto la mia partenza sono stati intrisi di mille domande , dubbi e timori,   grazie all'amico Tiziano, ex collega con esperienze di volontariato in varie missioni in Africa e primo tramite con l'Associazione,  ho potuto prepararmi sia materialmente che psicologicamente alla partenza.

 

E' con grande emozione accompagnata da una certa dose d'ansia - è la prima volta che da solo intraprendo un viaggio così importante Venezia-Parigi-Abidjan - che il mattino  del 04 Aprile parto con destinazione Costa d'Avorio!

 

Tutto bene, arrivo puntuale, così come puntuali sono il dr. Luca e il volontario Mauro - mio quasi compaesano di Monselice - all'aeroporto di Abidjan per accompagnarmi a muovere i primi passi nel nuovo mondo "l'Africa".

 

La logistica dove trascorrerò il mese di volontariato è nella città di Bonoua, circa 30 km da Abidjan,  presso la Missione dei Padri dellaCongregazionedi Don Orione", 

 

devo subito dire che la sistemazione si è presentata nell'ambito della struttura di accoglienza molto pulita e ordinata , cosa che si è mantenuta per tutta la durata del mio soggiorno.

 

In merito a questo non posso non menzionare la Sig.ra Lucia che si è dimostrata come una vera "padrona" di casa attenta e sempre premurosa con gli ospiti.

 

Dopo una giornata di ambientamento, dove comunque ho avuto modo di vedere e vivere in un breve tour il congesto e caotico traffico di Abidjan,  con i suoi contrasti di grande metropoli, che lascia vedere il degrado della periferia  ed una modernità pari alle città europee, ho nei giorni successivi iniziato la mia attività di volontariato come infermiere.

 

L'attività che mi trovo ad intraprendere, in queste 4 settimane è quella prevista dal "Progetto Ippocrate" avviato già nel 2006 dall'Associazione Solidarietà Missionaria che contempla la creazione di una rete di piccoli dispensari, dove portare la medicina di base (medicazioni, test malaria, test aids, interventi di primo soccorso,....),  in 15 villaggi della foresta della grande Missione di Bonoua.

 

L'emozione di arrivare nei vari villaggi, che peraltro si è mantenuta anche nelle giornate seguenti, , dopo un tragitto che per buona parte si svolge nella foresta sulle famose accidentate strade rosse (foto5), segnate dalle frequenti piogge e che mettono a dura prova la  pazienza, la schiena e le braccia del "chaffeur", è stata indescrivibile sia per una realtà di vita che non avevo certo immaginato esistesse e sia per l'incontro con gli abitanti dei villaggi.

 

Abitanti che pur nella loro condizione di vita, che noi europei definiremo invivibile, dove in alcuni villaggi addirittura manca acqua ed elettricità, dimostrano una serenità che viene scalfita solo dalla malattia (malaria,aids.....), che purtroppo è molto presente.

 

Poi incuriosisce come le donne, con i loro abiti dai colori vivaci, usando il tradizionale " pagne ",  ossia un semplice rettangolo di tessuto legato con due nodi sul davanti, portano i bimbi sulla schiena , e non è raro incontrare bambine che portano in questo modo il fratellino o la sorellina.

Bambini, dagli occhi immensi, con i loro bianchissimi denti, un sorriso bellissimo sono la cosa che maggiormente mi ha colpito e che rimane  viva nei ricordi, espressione di quella felicità che è difficile vedere trasparire nei volti dei nostri bimbi.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
L'attività che mi sono trovato a svolgere in queste settimane mi ha fatto apprezzare la professionalità, accompagnata da una grande umanità, delle colleghe infermiere Jolanda e Chantall; ho vissuto con loro 
situazioni dove mi sono sentito parte attiva nella scelta di  interventi idonei a risolvere problematiche di una certo impegno professionale.

 L'integrazione nella pur piccola equipe infermieristica non ha rappresentato difficoltà, se si esclude la lingua, il francese è la lingua ufficiale; le modalità operative, anche se in un contesto sicuramente non sempre idoneo, mi hanno trovato pienamente in sintonia con le colleghe.

I giorni sono passati velocemente, l'impegno professionale dava sempre più soddisfazione, cominciava a crescere l'empatia con le persone dei villaggi, che dimostravano di essere felici nel rivedermi,  specie i bambini che arrivavano a frotte, mai visti tanti bambini!

 

 

Non è mancata la giornata al mare, parliamo dell'oceano atlantico selvaggio, pieno di fascino e di pericoli, cosa che comunque non mi ha impedito di fare un veloce bagno.

 
 

Non posso non ricordare la piacevole compagnia, nei fine settimana e in alcune serate,  di Don Pasquale Poggiali, da oltre 30 anni in Africa, co-artefice di quanto "fatto" dalla Congregazione di Don Orione  , ospedale , scuole , chiese...., amato dalla gente;  credo non ci sia abitante 

di Bonoua e non solo che non conosca "le Père Paschal" , specie i bambini che quando lo vedono  gli corrono incontro in cerca di una carezza!   

 

 

 

Il sabato prima della partenza in Bonoua si svolgeva il  “Popo Carneval” 

 

tradizionale festa , dove si ricordano le strazianti scene di schiavitù del periodo coloniale francese, tra uomini incatenati e donne mezze nude, come parteciparvi? unico bianco ! in un contesto non certo tranquillo! grazie alla gentile collega Chantall la cosa è stata possibile, posso dire di aver assistito ad una manifestazione unica, che però mi è difficile descrivere. 

 E così siamo arrivati al giorno della partenza e dei saluti, non posso non ricordare e ringraziare per l'ospitalità in primis il Direttore della Missione Don Mario, le ragazze, in particolare Mabel, che con la Sig.ra Lucia curano l'accoglienza, Francis il nostro cuoco, Bukarì lo chaffeur.

 Un ritorno tranquillo anche se molto lungo quasi 24 ore tra voli e stressanti attese, che però alla fine  mi hanno  permesso di riabbracciare i miei cari.

 Come conclusione di questo breve diario di vita,  voglio riportare una frase sull'Africa della nostra grande attrice Claudia Cardinale :

 

" L'Africa è un pensiero, un'emozione, quasi una preghiera: lo sono i suoi silenzi infiniti, i suoi tramonti, quel suo cielo che sembra più vicino del nostro, perchè si vede di più, perchè le sue stelle e la sua luna sono più limpide, nitide, pulite: brillano di più."

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Ignazio Rigolin

 e-mail: ignazio.rigolin1951@gmail.com

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- Associazione Solidarietà Missionaria Onlus -C.P. 216 - Via Cocchi, 4 - 5003 Borgo San Lorenzo (FI);

  sito web : www.assomis.it;

- Congregazione di Don Orione -  Missione di Bonoua in Costa d'Avorio;

- Bonoua, centro (17.400 ab.) della Costa d'Avorio, nel dipartimento di Abidjan, 44 km a ESE del capoluogo, sul corso d'acqua che unisce le lagune Ebrie e Aby.

- Abidjan :è la città più popolosa e l'ex capitale della Costa d'Avorio, di cui costituisce un distretto autonomo. È il principale centro commerciale del paese nonché la sua capitale de facto.

 

06/06/2017

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