Solidarietà sociale ed adozioni a distanza in Africa

Testimonianza di Umberto Banchi

Ho visto una Chiesa viva e straordinaria. La mia esperienza in Costa d’Avorio

 

BORGO SAN LORENZO – Sono stato, durante la Settimana Santa, in Costa d’Avorio presso la missione di don Pasquale Poggiali, a Bonoua.

Prima esperienza, per me, dettata in particolare dalle opere che la Misericordia di Borgo San Lorenzo svolge da alcuni anni in ottemperanza al testamento di Bonaldo Bambi.

E’ stata davvero una straordinaria, bellissima esperienza. Anzitutto l’accoglienza che ho ricevuto; in questi giorni a Bonoua c’è anche il Presidente dell’Assomis, Luca Margheri, fraterno amico da sempre, che accompagnandomi in giro per le varie città mi ha fatto vedere le meravigliose opere che la sua associazione svolge. Inutile e superfluo sottolineare quelle fatte da don Pasquale in quasi quarant’anni di missione. Per entrambi ho solo parole di meraviglia e di ringraziamento. Ed è qui, anche grazie a loro, che ho trovato una Chiesa che lenisce, che guarisce, che salva! Con i Pastori che “odorano delle loro pecore” come ha detto a suo tempo il Papa.

Ho trovato opere di carità e di fede straordinarie: una suora argentina che in una casa ospita e custodisce, assieme ad una consorella e grazie all’Opera don Orione, una quindicina di ragazzi con handicap grave rifiutati dalle loro famiglie d’origine e abbandonati da tutti. E’ sette anni che si trova lì ed è felice e realizzata come neppure il miglior manager dell’occidente potrebbe esserlo. Talvolta le manca anche il necessario per vivere, ma è quella la vita che ha scelto e che desidera per il suo futuro. Un altro gruppo di suore, ad Anyama, capitanate da una sorella argentina (nella Chiesa è il momento degli argentini), gestisce con pulizia ed ordine una clinica per le donne che devono partorire. Hanno l’ecografo rotto e non sanno come fare. Spero di poter loro offrire una qualche soluzione.

Qui ho trovato anche un altro aspetto della Chiesa che non vediamo spesso: la Chiesa che trionfa sul male di vivere, sulla noia quotidiana, sul modo compassato ed austero di partecipare alle Celebrazioni. Ecco: così come ho visto inginocchiarsi, prostrarsi al Signore nei giorni del giovedì Santo (con file interminabili di giovani a confessarsi) e del venerdì Santo (una via Crucis per le vie della città dove ci saranno state 5-6 mila persone !!!) ho anche ammirato e gioito coi fratelli africani con i balli, i canti, le danze con le quali hanno celebrato la Resurrezione di Gesù. La notte della Veglia Pasquale è stata un tripudio, una gioia piena: e nessuno lo ha detto solo con le parole! Qui la Resurrezione è un fatto di storia, non un compassato rituale.

Ritornando in Italia ho fatto un lungo esame di coscienza, personale. Ho capito come spesso la mia fede è vissuta in modo abitudinario, annoiato, quasi logoro: scelgo l’orario della Santa Messa, arrivo talvolta anche in ritardo, ho bisogno del foglietto e spesso non partecipo neppure ai canti del coro. E divento non credibile, come testimone di Cristo, per i miei figli, gli amici, le persone che vorrei invece portare alla fede! In Africa ho visto Chiese stracolme con fedeli provenienti, a piedi, anche da molto lontano; tutti in Chiesa prima che cominci la Celebrazione e uno stuolo di chierichetti, lettori, diaconi che fanno a gara per partecipare alla Messa; e guai a non cantare e a non danzare quando è richiesto! E’ così che questo popolo dimostra di avere quella giovinezza, quella spontaneità, quella gioia che poi esprimono nella vita. Diventano così loro la Chiesa capace di testimoniare meglio la fede, diventando credibili anche per i fratelli lontani.

Un’ultima riflessione: quest’anno (2016) il Prodotto Interno Lordo (PIL) della Costa d’Avorio si presume possa avere una crescita intorno al 10%, con tassi di crescita incredibili per una nazione africana, ben al di sopra di quelli di Europa, Russia, India o Cina! La ricchezza distribuita è ancora una chimera ma c’è da prevedere che il popolo avrà di che beneficiare. Auguriamoci che non cambi il loro modo di vivere la fede e che la Chiesa, anche quella Missionaria, sappia adattarsi ai cambiamenti repentini e difficili del progresso senza perdere le proprie peculiarità.

In Europa mi pare non sia avvenuto spesso …

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Umberto Banchi insieme a don Mathieu Zongo parroco della Parrocchia

di Anyama dove la Misericordia ha fatto l’intervento benefico

a nome di Bonaldo Bambi

 

 

Umberto Banchi
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 2 aprile 2016

 

07/04/2016

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