Solidarietà sociale ed adozioni a distanza in Africa

Testimonianza di un viaggio in Costa d'Avorio.

 

Costa d’Avorio 2013
 
Wehou è un villaggio della Costa d’Avorio, senza corrente elettrica, senza telefono, acquedotto, o strade… La natura intorno al villaggio è meravigliosa, ma tutto può diventare tragico quando le persone si ammalano e hanno bisogno di cure, perché da qui l’ospedale di Bonoua- la città più vicina – è praticamente irraggiungibile. Per fortuna, tra le capanne di fango e le baracche di lamiera del villaggio, c’è una piccola costruzione in muratura: è il dispensario del Progetto Ippocrate che assicura alla gente di Wehou un’assistenza sanitaria di base. Per raggiungere il villaggio gli infermieri di Ippocrate viaggiano ogni settimana per diverse ore con il fuoristrada, su piste di terra battuta al limite dell’impossibile, per dare un sollievo a persone che sembrano dimenticate da tutti.
Ho visitato Wehou durante un’esperienza in Costa d’Avorio insieme all’Associazione Assomis e mi sono trovato al villaggio poco prima dell’arrivo degli infermieri di Ippocrate. In attesa c’erano già una mamma con il suo bambino e un ragazzo con una grave ustione alle gambe. Per fortuna - hanno assicurato i volontari - la gamba era già molto migliorata rispetto alla settimana precedente, grazie alle cure ricevute al dispensario. Ma senza gli infermieri quel ragazzo avrebbe dovuto ricorrere a chissà cosa, con il rischio di infezioni o addirittura di perdere la gamba.
Il dispensario di Wehou è una delle tante opere che il progetto Ippocrate realizza in Costa d’Avorio. Molte le ho scoperte e osservate durante il mio soggiorno a Bonoua, ospite della comunità orionina della città, presso la parrocchia San Pietro Claver.
Se entrate nella chiesa parrocchiale di Bonoua vi accoglie l’immagine di don Orione. Per me, è stato come riconoscere una persona di famiglia e mi sono tornati in mente gli anni al liceo con don Angelo Vallesi, la sua amicizia e la sua accoglienza. Ho ritrovato questo stesso spirito nei suoi confratelli africani e in don Pasquale Poggiali, che ho avuto il piacere di conoscere in questa occasione. A Bonoua i religiosi di don Orione, oltre alla parrocchia e al santuario di Notre Dame de la Garde, hanno aperto da tempo un ospedale all’avanguardia in campo ortopedico e oftalmico e si prendono cura dell’educazione e della formazione professionale dei giovani. Credo che la presenza orionina in questa città sia una grande grazia per tutti – cristiani, musulmani o animisti – ed è bello vedere che tante piccole o grandi cose vengono realizzate grazie alla solidarietà che arriva dal Mugello.
Durante le settimane del mio soggiorno africano ho visitato anche la parrocchia di Anyama, con la sua bella chiesa di legno. Ad Anyama c’è un ospedale pediatrico che le suore di don Orione tengono aperto con tanti sacrifici. Molte famiglie si rivolgono all’ospedale perché è efficiente e perché accoglie tutti, anche chi non può pagare le cure, a differenza degli ospedali statali.
La giovane superiora, suor Maria Silvina che viene dall’Argentina, è molto preoccupata per il reparto incubatrici e chiede aiuto. Suor Maria Silvina ha spiegato che l’ossigeno per le incubatrici costa 23 euro al giorno: una cifra che la maggior parte delle famiglie non può pagare. Per questo l’ospedale è in difficoltà e le suore stanno lottando per mantenere questo servizio, che salva ogni anno tante piccole vite. Uno sforzo di solidarietà, magari dall’Italia, potrebbe assicurare il mantenimento del reparto incubatrici per i bambini della regione di Anyama.
La mia esperienza in Africa, per quanto breve, mi ha fatto scoprire volti e persone piene di vita, nonostante le difficoltà. Credo che il nostro Vecchio Continente abbia molto da imparare dalla vitalità e dallo spirito dell’Africa. Per concludere desidero ringraziare l’associazione Assomis e il suo presidente, dott. Luca Margheri, per questa opportunità. Ringrazio ancora don Poggiali e la comunità orionina di Bonoua per la splendida ospitalità. Un grande grazie anche agli altri miei compagni di viaggio.
Nardini.

24/02/2014

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