Solidarietà sociale ed adozioni a distanza in Africa

Testimonianza di Letizia Lapi

Don Pasquale Poggiali, sacerdote della congregazione di Don Orione, è stato 14 anni nella nostra città, Borgo San Lorenzo: era il responsabile del Centro Giovanile ed insegnava Religione alle scuole superiori. Ad un certo punto ha deciso di continuare la sua missione in Costa d’Avorio e subito i giovani che erano cresciuti con lui hanno pensato di creare un ponte di solidarietà tra la nostra città e le sue missioni.
Tante volte, durante gli incontri a Borgo, don Pasquale aveva invitato i presenti ad andarlo a trovare, e molti, in questi ultimi anni, ci sono andati… Io, però, con la famiglia un po’ ingombrante che mi ritrovo mi ero sempre riguardato a rispondere all’invito.
Poi, quando incontrando mia moglie Giovanna (che era stata una delle sue allieve alle superiori) le ha fatto un invito “personale”… abbiamo deciso di accettare! I tre maschi, più grandi, hanno preferito rimanere a casa. Le quattro femmine, Maria Letizia, Maddalena, Emanuela ed Alessandra, hanno accettato volentieri di venire con noi.
A questo punto lascio la parola ad alcuni brani del diario scritto al ritorno da Maria Letizia (15 anni). Ho integrato ogni pezzetto di diario con una foto. Alla fine ne aggiungerò qualcun’altra che a me piace particolarmente. Chi avesse voglia di vederne ancora… visiti le altre sezioni del mio sito.(www.andrealapi.it/)


Venerdì 30 marzo in Europa
Siamo partiti da Borgo alle 4.15 per arrivare a Peretola alle 5.15.
All’imbarco per il primo aereo, ci accorgiamo che manca un biglietto: quello del babbo! Fa una corsa contro il tempo per recuperarlo e 10 minuti prima della partenza arriva con il biglietto mancante.
Partiamo dopo qualche ora da Parigi CDG, quindi, mentre aspettiamo, facciamo alcuni acquisti (e il babbo qualche foto... come questa qui sotto, che ha intitolato "Il piccolo principe e l'uomo d'affari").


Durante il tragitto l'aereo ha una telecamera che riprende tutto ci che sta sotto. Nel momento che passiamo sul deserto del Sahara vediamo solo sabbia! Anche se lo descrivono sui libri e lo vedi sulla cartina geografica non te lo puoi immaginare fino a che non lo vedi: sono solo chilometri e chilometri di sabbia!

Venerdì 30 marzo in Africa
Al momento dell’atterraggio, l’aereo vede la pista, ma a causa dell’uragano che c’ è fuori non riusciamo a fermarci… all’ultimo momento, quando ha già tirato fuori le ruote, si impenna velocemente e riprende quota.
Sorvoliamo il mare a lungo. Con maestria, però, il pilota ci fa atterrare sani e salvi. All’arrivo Don Poggiali ci dà un caloroso saluto.


È tardi e siamo tutti stanchi ma ci aspetta ancora un’avventura: attendere, con l’uragano che ancora infuria, che le auto ci vengano a prendere. Una la guida il babbo perché Pasquale non ci vede bene la notte. Dopo un’ora e mezzo arriviamo alla Missione di Bounoua e ci “nutriamo” di dolcissimi frutti tropicali. Andiamo a letto stanchissimi per il viaggio lungo e faticoso

Sabato 31 marzo mattina
Siamo ancora stanchi dalla serata movimentata del giorno prima.
Con Pasquale visitiamo la Missione dove ci sono molti bambini.
Dopo conosciamo Arnòu una ragazza che ci accompagna al mercato.
E' sabato e c’è il mercato grande.


Una montagna di odori ci accoglie e questo all’Ale non è piaciuto tanto. Vendono di tutto, dal cibo alle scarpe.
Facciamo conoscenza con Padre Antonio un simpatico e anziano sacerdote italiano. Incontriamo anche tre giovani seminaristi: Moris, Jacent e Clode.

Sabato 31 marzo pomeriggio


Dopo pranzo facciamo una visita alla scuola elementare vicina dove, anche se è sabato, i bambini non mancano.


Ci sono dei giochi organizzati per i ragazzi dove tutti partecipano e scherzano. Abbiamo visto dei ragazzi che recitavano e alcuni che sfilavano.
Dopo la visita alle scuole decidiamo di fare un altro giro al mercato che però è più piccolo rispetto al mattino e c’è meno gente.

Domenica 1 aprile mattina
È la domenica delle palme! E per la prima volta la festeggiamo con le PALME e non con l’ulivo.


Da due ragazze ci facciamo accompagnare al luogo d’incontro con gli atri bambini.
Iniziamo con più di un’ora di ritardo però non ci annoiamo e conosciamo alcune bimbe.
Quando finalmente arriva don Pasquale comincia la cerimonia. Tutti insieme ci incamminiamo per tornare alla chiesa della missione.

Domenica 1 aprile pomeriggio
Facciamo un pranzo veloce perché decidiamo di andare all’Oceano. Arriviamo in 30 minuti e Pasquale, che non ha mangiato, ordina pollo, banana fritta e patate per tutti ad un ristorante sul mare.


L’Ale, la Maddi e la Manu fanno il bagno stando attente a non andare troppo lontane. Proviamo ad assaggiare il vero cocco, quello fresco. Lì mangiano l’ananas come se fosse un gelato!
Ci accorgiamo che ci sono molti venditori ambulanti anche giovani.
Al ritorno passiamo da Grand Bassam.

Lunedì 2 aprile mattina
Insieme ad Arnòu torniamo a Grand Bassam per fare compere. Ci fermiamo in un posto dove è tutto fatto a mano. Compriamo regali per parenti e amici.


Arnòu ci fa vedere una casa della ceramica. Fabbricano vasi, piatti, tazze e li fanno seccare al sole. Facciamo un giro per la città e vediamo che è completamente diversa da Bounoua. Ci sono più edifici e negozi.

Lunedì 2 aprile pomeriggio
Incontriamo la bambina che è stata adottata a distanza dalla classe della Manu: Nelly. È imbarazzata come lo è la Manu. Si scambiano un saluto e andiamo al Centro medico per disabili.
Conosciamo un’infermiera che ci accompagna a fare un giro. Ci accoglie Don Riccardo, un missionario responsabile del centro.


Vediamo alcuni bambini che stanno riabilitando gambe o braccia. Una ragazza, ci spiegano, è lì da qualche mese perché malata di poliomelite ma si è impegnata tanto per “uscirne”. C’è anche un centro di accoglienza per le madri che seguono i figli durante la riabilitazione.

Martedì 3 aprile mattina
Partiamo alla solita ora e accompagnati da Pasquale andiamo a vedere dei villaggi vicino a Bounoua. Sono villaggi molto poveri e sono tanti.
Il primo che vediamo ha la scuola “privata”, cioè pagata personalmente dagli abitanti: i bambini sono molti e il maestro è solo, anche se i bambini delle altre scuole sono in vacanza, loro studiano lo stesso.

Al villaggio c’ è anche un'infermeria del Progetto Ippocrate, un progetto che mira a costituire degli ambulatori medici nei vari villaggi.
Dopo altri villaggi decidiamo di andare in un luogo dove tengono i coccodrilli, naturalmente in delle vasche chiuse. Ci sono anche serpenti e una tartaruga gigante.

Martedì 3 aprile pomeriggio
Con Padre Antonio andiamo al centro per novizi e vediamo le stanze principali.
In cima alla collina c’ è una statua enorme che rappresenta la Madonna.
Insieme a dei bambini, a Padre Aldo e Padre Angelo recitiamo il rosario come lì è abitudine fare verso le sei. I bambini non sono molti ma partecipano.

Mercoledì 4 aprile mattina
Vicino a Bounoua c’è un centro dove accolgono bambini orfani (anche in Costa d’Avorio l’AIDS miete molte vittime) o in ogni caso con madri malate o indisposte. Li tengono fino a 2 o 3 anni e poi li portano alle loro case. Se hanno bisogno di operazioni li portano al centro che abbiamo visto l’altro giorno.
Ci sono 5 bambini con problemi di mente che ormai sono grandi e non li potrebbero più tenere…


Il centro è stato aperto da delle suore italiane una trentina di anni fa. Ogni giorno arrivano bambini anche malnutriti e loro li accudiscono per farli tornare sani.

Mercoledì 4 aprile pomeriggio
Andiamo alla capitale con Pasquale perché lui deve comprare uno schermo per il Cyber Cafè (glielo hanno rubato durante una delle notti precedenti…) e noi visitiamo Abidjan. Ai semafori cercano di vendere di tutto: fazzoletti, aquiloni… addirittura trapani!


Purtroppo non vediamo molto perché non c’ è tempo e dobbiamo tornare alla missione.
Intanto la Manu comincia ad accusare sintomi di febbre perciò appena torniamo s'infila a letto.
Non è stata una giornata impegnativa ma è stata interessante.

Giovedì 5 aprile mattina
Non possiamo muoverci tanto perché la Manu è malata perciò restiamo a Bounoua.
La mamma resta con lei e noi andiamo a vedere i cuccioli di uno dei cani di Pasquale. Sono di una suora spagnola missionaria che ha una scuola. I cuccioli hanno 20 giorni, sono dei batuffoli.

Giovedì 5 aprile pomeriggio
Il pranzo lo consumiamo con i confratelli di Pasquale e Antonio. Mangiamo molto bene e Apo (il cuoco della missione) prepara un dolce buonissimo per il compleanno di Pasquale, che però è il 9.
Dopo ci facciamo una lunga camminata per il mercato dove i bambini ci girano intorno come topolini.
Ceniamo presto perché essendo Giovedì Santo c’ è la lavanda dei piedi e alle 8 inizia.
Io e le mie sorelle essendo più piccole ci annoiamo più facilmente, mentre i miei genitori sono molto presi dalla cerimonia.

Venerdì 6 aprile mattina
Indecisi se tornare o no al mare Pasquale ci propone di arrivare a una piscina sul mare a Grand Bassam.
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Ho visto che la piscina è frequentata solo dai turisti (che sono molto pochi) o dalle famiglie ricche. Essendo recintata, i venditori ambulanti ti chiamano da lontano per esporre le loro merci: chi ti vende la frutta fresca, asciugamani, braccialetti, collane o chi ti chiede se vuoi farti una delle loro acconciature lì, su due piedi.

Venerdì 6 aprile pomeriggio
Dopo una doccia veloce andiamo a pranzo.
Un pranzo particolare perché mangiamo solo ananas: è il venerdì santo e dovremmo stare a digiuno (infatti i sacerdoti non mangiano nulla fino alla sera).
Alle 15 inizia la Via Crucis per le vie del paese.


È caldissimo, quasi ci sciogliamo al sole e tutti gli abitanti del paese si meravigliano perché sudiamo come fontane mentre per loro temperature del genere sono normali.
La camminata è lunga e faticosa quindi decidiamo di tagliarne un pezzo e andiamo ad aspettare tutti alla chiesa di Bounoua. Con noi aspettano gli anziani e i bambini molto piccoli.

Sabato 7 aprile mattina
Come ogni sabato c’è il mercato grande e torniamo a fare un giro come il primo giorno. Naturalmente l’Ale non ci vuole venire a causa del solito “puzzo”!
“Cavoli, è già passata una settimana!” ho pensato…
Cerchiamo della frutta fresca da portare a casa ma invano. Infatti, ci sono solo poche banane e sono marce. Decidiamo di aspettare di trovare le donne o i bambini che la vendono per le strade.

Sabato 7 aprile pomeriggio
Non sapendo cosa fare perché Pasquale è impegnato tutto il giorno con le confessioni, torniamo alla piscina “dei turisti”.
Sulla spiaggia notiamo una donna con un cesto di frutta in testa. La fermiamo e acquistiamo un casco di banane che non costano in sostanza nulla!
Questa sera c’ è la veglia Pasquale celebrata da... Pasquale (ah! ah!) ma ci partecipano solo i miei genitori perché inizia alle 20 e 30 e finisce alle 1 di notte quindi io e le mie sorelle andiamo a dormire.

Domenica 8 aprile mattina
Finalmente è Pasqua! E con lei è arrivato il compleanno dell’Ale!
Ci spiegano che essendoci troppe persone non entrano tutte in chiesa, quindi celebrano due messe differenti: quella dei bambini e quella degli adulti.
La prima è fuori all’aperto, sotto una grandissima tettoia e vi partecipano più di 2000 bambini; la seconda nella chiesa della Missione.
Partecipiamo a quella dei bambini.
Alla fine della messa, che è stata celebrata da Pasquale, veniamo chiamati vicino all’altare per essere presentati a tutti i bimbi presenti. Arrivati al turno dell’Ale, Pasquale dice a tutti che è il suo compleanno e un coro di “tanti auguri” in francese è cantato solo per lei.
Durante la messa degli adulti sono stati promesse spose 12 coppie! Tutti hanno ballato e festeggiato.

Domenica 8 aprile pomeriggio
Nel pomeriggio andiamo a vedere il santuario che stanno costruendo vicino alla statua della Madonna.
Ci sono dei ragazzi che giocano a calcio tutte le sere dopo il lavoro, sotto la collina.
Ci gustiamo il tramonto e torniamo alla Missione.
Non è stata una giornata impegnativa per fortuna: è pur sempre Pasqua ed essendo un giorno di festa, ci siamo riposati.

Lunedì 9 aprile mattina
Ieri matrimoni… oggi battesimi!
Una trentina di bambini sono stati battezzati a Pasquetta nello stesso momento, nello stesso luogo.
Dopo la messa, preparate le valigie, andiamo a visitare un villaggetto sul fiume e le piantagioni di banane.
Per pranzo ci raggiungono due seminaristi, Jacent e Moris, che pranzano con noi a “Bikini Beach”, un ristorante sul mare, dove mangiamo pollo, patatine e “alloco” (banana fritta).

Lunedì 9 aprile pomeriggio
Dopo aver mangiato e digerito ci dirigiamo verso l’aereoporto per imbarcare i bagagli anche se con largo anticipo.
Aspettando l’ora giusta per l’imbarco, facciamo un giro per Abidjan.
Visitiamo un hotel che tempo fa era ricco e pieno di gente, con un’enorme piscina, adesso è un comune hotel con la piscina senza acqua e pochissimi clienti.
Una recente costruzione è la cattedrale di Abidjan: una chiesa enorme con in cima uno stilizzato Gesù Cristo che cammina verso il mare con le braccia aperte e si “trascina” dietro la cattedrale (simbolo della “Chiesa”), tirandola con sette corde che simboleggiano i sette sacramenti.
Finalmente arriva l’ora della partenza: alle 18.30 ci imbarchiamo, salutiamo Pasquale e lo ringraziamo per la sua ospitalità.
Davanti a noi ci aspetta una lunga notte di aereo. Non facciamo un volo diretto a Parigi ma ci fermiamo a Lomè (in Togo) per il cambio di pilota e hostess. Finalmente ripartiamo. Dopo un “buona notte” collettivo dormiamo o, almeno… ci proviamo!

Martedì 10 aprile mattina
Arrivati la mattina presto all’aereoporto di Parigi CDG ci facciamo una colazione in un bar per poi fare l’ultimo viaggio.
Arrivati a Firenze con leggero anticipo, alle 12, ritiriamo i bagagli e raggiungiamo il mio fratello più grande Niccolò con la sua ragazza che ci sono venuti a prendere.
“Finalmente a casa!” ho detto, anche se ho un po’ di nostalgia ancora oggi.
Non so che darei per tornarci ancora. Ormai sono passati giorni e giorni ma il ricordo di questa vacanza mi è rimasto e mi rimarrà per sempre.


Maria Letizia Lapi


Ecco, per finire, alcune foto che mi piacciono:

E con questa foto "simbolica" ho finito! Grazie per la pazienza…

Andrea

16/03/2008

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